FINANZA DIGITALE O CAPITALISMO DIGITALE?

La FINANZA DIGITALE oggi dà la possibilità di accedere a servizi finanziari senza intermediari. Ma qual è l’altra faccia della FINANZA DIGITALE e decentralizzata?

  1. La decentralizzazione finanziaria.
  2. Fine di un’epoca economica, tecnologia e finanza digitale.
  3. I risparmi non sono vestiti
  4. Dov’è finita la Banca?

1. La decentralizzazione finanziaria

Finanza Digitale senza frontire

La decentralizzazione finanziaria, che chiameremo da ora in poi: De – Fi, viene esageratamene paragonata al fenomeno detto shadow banking, che in sintesi dovrebbe individuare le istituzioni finanziarie non bancarie; un fenomeno questo che opera al di fuori dei circuiti regolamentati e a cui vengono erroneamente ricondotti i rischi di minare la stabilità del sistema bancario nel suo complesso.

Ma anche la Finanza Digitale potrebbe dare l’idea di una decentralizzazione che mette in crisi il sistema bancario, ma il sistema bancario oramai è già stato minato nel profondo dal suo stesso sistema, e la Finanza Digitale avanza senza freni, come il Capitalismo comanda.

Il Metaverso

Questo mondo virtuale è un’ulteriore variazione della terza grande rivoluzione della storia moderna e contemporanea dopo quelle industriali dei secoli scorsi: Internet; e il suo prossimo passo sembra essere il Metaverso, sicuramente un ambito da monitorare per il settore finanziario

Tanto che ad oggi, molti utenti che hanno bisogno d’interfacciarsi con un istituto bancario, che abbia quella presenza convenzionale come pochi anni fa, si trovano da tempo spiazzati.

Se pensiamo che questa è solo la prima parte della grande rivoluzione in corso, che porta con se un cambiamento decisamente senza precedenti, e che certamente porterà ad altre fasi, di fatto già da ora si parla di Avatar con cui gli operatori si interfacceranno con gli utenti.

Avatar, utenti, finanza digitale

La Storia e i cambiamenti del Capitalismo

La Storia è fatta di cambiamenti, e noi ne stiamo vivendo uno davvero complicato, perché si tratta di tecnologia, una tecnologia così capillare e avanzata che coinvolge qualsiasi settore.

Ma quando il settore è quello bancario, fatto di risparmi di una vita e “persone” a cui affidarli: il virtuale, il digitale, il metaverso, il banking online, il codice, la password, ecc ecc, non dico per tutti, ma per molti qualcosa dentro s’inceppa.

Oltre tutto per una nazione come la nostra dove la tradizione bancaria è nata grazie alla famiglia De’ Medici e che: ”non erano solamente banchieri, ma furono innovatori nel campo della contabilità e ad un certo punto della loro storia gestirono gran parte delle finanze del mondo e la loro moneta divenne fra le preferite negli scambi internazionali”.

Davanti a cotanta storia, non si può non sottolineare il rapporto viscerale che la Banca ha avuto con la nostra società, violentata anche da una finanza d’oltre oceano, che non ha un riferimento storico come il nostro, e ha perso quei valori su cui fu fondata ad esempio la Bank of America. Teniamo conto che fu Amadeo Peter Giannini il padre della Bank of America, chiamato anche “Il banchiere di tutti”.  

Mentre oggi il concetto Banca è basato esclusivamente su un principio di profitti a tutti i costi, dove il capitalismo finanziarie è riuscito ad affondare le sue radici come ha sempre fatto in ogni settore. Ma il principio speculativo non è in se un errore, e dovrebbe coesistere in modo lineare con la parte etica della questione e non arrivare a metterla in dubbio .

2. Fine di un’epoca economica, tecnologia e Finanza Digitale

Ci troviamo difronte alla fine di un’epoca economica e un cambio di sistemi organizzativi incredibili, che hanno creato un spaccatura generazionale nel rapporto con gli istituti bancari, istituti che oramai hanno preso la via del risparmio su tutti i fronti, a quanto sembra…

Di fatto per far fronte a spese di gestione sempre più onerose, la risoluzione del disagio, come si legge sui quotidiani in questi giorni, (vedi il caso, Monte dei Paschi di Siena), è fatta con: aiuti governativi, chiusure di filiali, personale esodato e digitalizzazione selvaggia,

Quest’ultima seguita oramai da decenni dalle famose banche online, demonizzate da sempre e ora prese anche loro come esempio per un online banking più funzionale.

Una domanda semplice che affronta la questione è: come poter allora gestire la propria vita economica e finanziaria e poter ragionare sui propri risparmi, senza entrare alla fine in un labirinto di scartoffie e App da studiare, dove nemmeno gli operatori tra un po’ sanno assistere tempestivamente il cliente e le sue esigenze, finché gli Avatar dal Metaverso non verranno loro in soccorso?

S’intende oltre a usare un po’ d’ironia, non affermo che la digitalizzazione, la De – Fi, il Metaverso e di conseguenza una Finanza Digitale non siano utili, anzi, fanno parte di questo grande cambiamento.

Ma queste nuove conoscenze vanno accompagnate in modo graduale, senza creare spaccature, di modo che non risulti un impedimento, ma un’agevolazione; e non dare l’idea come se fossimo tutti, su piattaforme stile Amazon, o all’interno di giochi virtuali, il Denaro non è in gioco.

3. I risparmi non sono vestiti

I risparmi non sono dei vestiti, o delle pentole, è vero che col denaro si comprano quegli oggetti, appunto oggetti, ma va dato a loro e al denaro un altro valore.

Una grande considerazione da fare in tutto questo trasformismo, è la percezione che la gente aveva prima e che ha adesso delle Banche, e a chi affidare ora il proprio denaro e i propri risparmi.

Un anziano, un giovane ancora con il futuro economico da costruire, una madre, un operaio, una Partita Iva, non hanno più la sensazione di potersi fidare e confrontare con un istituto bancario reale.

Non parlo solo della perdita di un luogo fisico di un istituto, ma parlo del non avere più forse, la percezione del suo vero valore, quel valore concreto e determinante che aveva una volta la Banca e a sua volta il denaro per vivere. La Finanza Digitale dà questo senso di appartenenza alle persone?

E allora mi chiedo: questi tanto demonizzati istituti gestiti con i principi del private banking e di conseguenza i loro operatori: i famosi consulenti finanziari, o private banker appunto, pionieri a questo punto di una finanza innovativa, sono poi davvero non utili, visto che con la finanza digitale la sensazione è quella che tutti siano spariti?

4. Dov’è finita la Banca?

Se consideriamo che lo stesso operatore finanziario dipendete dalla Banca fa le stesse offerte di un Private Banker, con la differenza che per quest’ultimo il suo stipendio dipende dal saper lavorare il denaro che gli viene affidato, e che per arrivare a risultati importati e seri, la formazione è alta e si avvale di un gruppo di supporto per ogni esigenza del cliente.

A questo punto viene da se pensare che, se le Banche via via vengono assorbirte da un Capitalismo Digitale, è meglio avere una consulente personale, col quale ci si può interfacciare e nel caso ci si può pure arrabbiare, se le cose non tornano.

Diversamente con un addetto digitalizzato, o con un Avatar che fa capo ad un click su un sistema informatico, con un App, o su un sito, o interfacciarsi con un nastro registrato col quale impazzire per arrivare a prendere un appuntamento magari poi solo telefonico, ecco tutto questo da una Banca vera non te le vuoi aspettare!

Perciò la domanda ultima è: quando finirà questa filosofia capitalistica che ci sta portando a un cambiamento, a una trasformazione senza precedenti, così veloce senza rispettare ne i modi, ne le persone, ne i tempi per arrivarci sereni ed informati? Mi auspico presto.

Per ora, per quanto mi riguarda argino i danni di questi incredibili eventi di trasformazione e cambiamenti, mutandoli in opportunità attraverso la conoscenza e l’approfondimento, anche qui nel settore della Finanza Digitale, per riuscire ad essere il più possibile attendibile e presente.

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