Ipocrisia travestiva da beneficenza Ferragni – Balocco

L’effimere azioni benefiche fatte da influencer, aziende, piattaforme online nascondono l’edonismo etico dei buoni e hanno il sapore dell’ipocrisia travestiva da beneficenza.

  1. Il business ipocrita dell’immagine web
  2. Detassazione e Beneficenza. Ferragni – Balocco – Airbnb
  3. Principi Etici: Filantropia – Mecenatismo
  4. La Trasparenza
  5. Beneficenza consapevole

1. Il business ipocrita dell’immagine Web

Che l’immagine sia diventata un business aziendale è oramai assodato da decenni e mai come negli ultimi anni, le imprese hanno compreso sempre più l’importanza di essere visibili, di indicizzarsi e interagire a 360° con tutti i mezzi di comunicazione, soprattutto attraverso le piattaforme Social. Un buon fine che sta sfociando sempre più un’ IPOCRISIA TRAVESTITA DA BENEFICENZA

Per un’azienda è fondamentale adottare pratiche responsabili e sostenibili, per migliorare il proprio successo finanziario e il proprio impatto sociale, tanto da avvalersi di strategie pubblicitarie costose e mirate, non solo in modo tradizionale, ma anche e soprattutto rivolgendosi sempre più al mondo del web, con l’utilizzo degli influencer.

Colpisce però un fatto increscioso in tutto questo darsi da fare delle aziende e cioè: l’utilizzo della beneficenza in modo scorretto, è questo il caso dell’azienda Balocco con Chiara Ferragni, o della piattaforma online di Airbnb con Adsi, e tante altre realtà, che hanno abusato delle “donazioni” per aumentare la loro visibilità allo scopo di aprire, sempre più, nuove strade a fini commerciali, attraverso l’abuso delle buone azioni in modo non trasparente.

Un impatto che porta il consumatore, o il cliente a dare fiducia e partecipare a queste iniziative, ma che nascondono intenti di ulteriore guadagno, oltre alla detassazione a fine anno nei bilanci, grazie alle detrazioni fiscali, che lo Stato mette a disposizione se le donazioni sono fatte al “terzo settore” sia da privati, sia da aziende.

2.  Detassazione e Beneficenza, Ferragni – Balocco – Airbnb

In parole povere, fare beneficenza e dare supporto con donazioni ad Onlus, Associazioni, Enti, Università, ma anche creare eventi, volontariato aziendale, o iniziative come spettacoli a scopo benefico e via dicendo, sono operazioni che creano uno sgravio fiscale.

Per quanto riguarda Chiara Ferragni, non si trattava nemmeno di detassazione, perché lei ha prestato il suo volto come “Testimonial” per un’azione benefica, fatta all’ospedale Regina Margherita di Torino dall’azienda Balocco, ma l’ambiguità comunicativa ha fatto pensare a tutt’altra cosa, che sfocia in un’ IPOCRISIA TRAVESTITA DA BENEFICENZA.

Ma dopo il video della Ferragni in cui ammette l’errore e per riparare al danno dichiara: di voler fare una donazione di un milione di euro, accettata dall’ospedale su detto come provvidenziale, ha messo tutti difronte ad una presa di coscienza inquietante e molto chiara.

Quella di essere arrivati al punto, che non solo la beneficenza è stata strumentalizzata in modo ingannevole oramai, ma che pagando si passa sopra a questa disonestà, non solo palese e ostentata, ma fatta passare pure come cosa normale.

Questo chiude un cerchio davvero doloroso, perché se prima l’immagine di Chiara Ferragni era quella di una Testimonial scorretta, ora la sua immagine è quella di una benefattrice indagata, che si avvarrà comunque dello sgravio fiscale.

Ma che nel frattempo si farà difendere da un pool di avvocati fashion, magari poi elargendo lezioni di etica a suon di Post e Stories sui social… Alla fine la campagna pubblicitaria è Super Riuscita“, usando i tanto amati superlativi usati dalla sig.ra Ferragni. Le vie del commercio sono infinite.

3.  Principi Etici: Filantropia – Mecenatismo

I principi etici su cui si dovrebbe basa tutto ciò sono: la Filantropia e il Mecenatismo, le nostre più antiche e nobili eredità, che detta in modo semplice vuol dire: se guadagni aiuta chi è meno fortunato di te, se guadagni sostieni chi all’improvviso si trova in gravi condizioni (guerre, alluvioni, etc.), se guadagni aiuta la scienza, la cultura, la medicina e così via.

Pratiche benefiche che da molto tempo sono state inflazionate da operazioni ipocrite e commerciali senza ritegno, vedi appunto come su scritto il caso Ferragni – Balocco, ma anche il caso di Airbnb con la campagna pubblicitaria per le Dimore Storiche” italiane, elargendo donazioni mirate, al solo fine commerciale.

Cioè aprendo un nuovo mercato, sfruttando il patrimonio storico e culturale nazionale, senza mai aver pagato un’euro di tasse in Italia per anni: “Adsi e Airbnb insieme per la valorizzazione degli immobili storici”.

Per capire bene di cosa stiamo discutendo, va approfondito meglio cosa rappresentano questi soggetti come: Airbnb, Chiara Ferragni, l’Azienda Bolocco e il loro giri d’affari a livello globale.

Fare beneficenza, donare aiuti e supportare l’umanità è cosa assai seria, tanto che c’è tutta una legislatura che disciplina con procedure specifiche basate sulla trasparenza.

Il pericolo delle piattaforme online.

Avvoltoi che con strategie studiate ad hoc, subdole, aggirano la legge e cavalcano sentieri, che costeggiano la mancanza di attenzione, il cavillo legale, o la capacità tempestiva dello Stato di anticipare mosse speculative sul proprio territorio, senza pagarne le conseguenze.

Conseguenze così gravi come nel caso appunto di Airbnb, che per anni ha guadagnato milioni di dollari sfruttando Paesi interi.

Sarebbe opportuno difendersi, come sembra si inizi a fare e che tutti gli Stati cominciassero unitamente, ad agire su queste piattaforme online e a darsi una svegliata verso questa guerra commerciale, che dal virtuale ricade pesantemente nella realtà umana ogni santo giorno.

Il caso Airbnb è molto peggio del caso Ferragni, perché ha creato una crisi immobiliare da mettere in ginocchio, studenti, lavoratori e famiglie, sopratutto nelle città d’arte, o nelle città più turistiche.

Con il rischio di trasformare territori interi in parchi divertimento all’aria aperta, deprivando i cittadini del loro diritto ad abitare la propria terra, violentando così la Storia di quel Paese.

Per avere un’idea di cosa si può fare in maniera trasparente con donazioni o beneficenze, basta leggere ad esempio come vengono disciplinate “Le donazioni Liberarli”; come si evince appunto dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DECRETO 28 novembre 2019: “Erogazioni liberali in natura a favore degli enti del Terzo Settore” , pratiche legali da usare per evitare questa insopportabile ipocrisia travestita da beneficenza.

Le azioni benefiche sono doverose e fondamentali, ma vanno tutelate e chi ne usufruisce deve pagate le tasse, rispettarne il principio morale, così che ogni beneficio viene ridistribuito: sia esso materiale che economico. Perché si agisce sulla buona fede e sull’utilizzo del bene comune. Dunque nessuna pietà verso chi agisce così, aumentando il malaffare e il disagio sociale.

4.  La Trasparenza

La TRASPARENZA è il mezzo con cui agire per far sì che tutto rispecchi legittimità e buona fede, siano esse azioni benefiche fatte attraverso una comunicazione trasparente, che non si evince nel caso appunto tra Ferragni-Balocco, sia come nel caso di Airbnb-Adsi: una beneficenza per eludere le tasse, ma anche in tutti quei casi in cui le truffe, vengono fatte attraverso un fine nobile usando la beneficenza come mezzo, che ha la conseguenza di penalizzare, chi davvero è mosso da veri scopi benefici e non da IPOCRISIA TRAVESTITA DA BENEFICENZA.

I benefici di queste attività provvidenziali fatte senza Etica, ma con una forte impatto edonistico nel caso Ferragni, o di mero interesse nel caso Balocco e Airbnb, servono a questi “Bottegai”, che mascherati da finti Buoni, non si basano sulla reciprocità, di un dare senza un ritorno, ma di un dare ai soli fini commerciali e spietati, usando la parte più nobile delle azioni umane la Gratuità attraverso la generosità senza interessi.

Al solo fine di guadagni senza scrupolo, ingannando tutte quelle persone che mosse dalla volontà di una buona azione, finanziano solo interessi privati a loro insaputa. Si chiama TRUFFA, si chiama INGANNO, si chiama DISONESTÀ.

A tal proposito è molto interessante questa riflessione fatta da Matteo Saudino sull’edonismo etico dei buoni

5.  Azioni benefiche consapevoli

Le aziende si guadagnano la simpatia del pubblico, generando un aumento delle vendite e la fedeltà dei clienti, mentre i promotori delle iniziative benefiche ricevono finanziamenti e una maggiore visibilità mediatica”, questo sarebbe un buonissimo compromesso, ma poi la realtà è tutt’altra cosa.

Se davvero si vuole contribuire ad aiutare il prossimo, bisogna creare un progetto e capire davvero cosa c’è da fare, chi si vuole aiutare e come riuscire a farlo nella trasparenza. Il mio lavoro mi permette di assistere, chi vuole davvero fare una beneficenza etica e consapevole, e non ipocrisia travestiva da beneficenza.

E dal canto mio la prima consulenza su un progetto benefico, è messa a disposizione gratuitamente, di modo che anch’io nel mio piccolo posso dare il mio contributo. Rimane il fatto come ha dichiarato Papa Francesco rivolgendosi alla sbigottita platea di Confindustria: “volete fare beneficenza? Pagate le tasse!”

Se davvero tutti pagassero le tasse e chi governa non frodasse il cittadino, ci sarebbero abbastanza fondi per tutto il terzo settore, e molti di questi Edonisti senza etica e finti buoni, avrebbero meno presa su chi cade nella loro politica aziendale senza scrupoli. Oltre ad una serio controllo velocizzato, da parte delle istituzioni governative per non farsi attaccare da questi predatori virtuali.

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Saluto questo anno 2023, davvero complicato ma pieno di sfide, e dal profondo mi sento di auguravi un 2024 sereno, pieno di leggerezza, serenità, forza e lavoro proficuo.